Santuario di Santa Filomena: inaugurata l’opera d’arte contemporanea dedicata alla beata
E’ stata inaugurata il 26 maggio 2024, nel Santuario di Santa Filomena, l’opera d’arte del maestro Prisco De Vivo dedicata alla beata Pauline Marie Jaricot.
La nuova cappella rappresenta un ulteriore tassello nella ricca storia di fede e devozione che caratterizza Mugnano del Cardinale; offre ai fedeli un luogo di preghiera e di riflessione dedicato alla mistica e beata francese, alla sua straordinaria testimonianza di fede.
Pauline Jaricot arriva a Mugnano l'8 agosto 1835, due giorni prima della festa di Santa Filomena. Nonostante sia in preda ad atroci sofferenze, viene accolta con gioia come fondatrice della Propagazione della Fede e del Rosario Vivente. La domenica, viene collocata vicino alla tomba venerata, mentre sembra essere quasi morta.
Pauline pregò tre giorni seduta su una sedia dinanzi al Corpo di Santa Filomena.
Secondo Suor Cecilia Giacovelli, Paolina "capisce che è appena stata oggetto di un miracolo divino. Battendo le mani in un movimento ritmico, Paolina intona il Gloria al Padre. Il pallore del suo volto cede il passo alla sua carnagione naturale: si lascia alle spalle l'aspetto da cinquantenne emaciata per offrire l'immagine di una donna di almeno quindici anni più giovane, che riesce a camminare liberamente tra la folla con sorprendente vivacità” (Sr Cecilia Giacovelli, Pauline Jaricot. Biographie, op. cit., p. 202).
E’ proprio a Pauline Jaricot, miracolata per intercessione di Santa Filomena, nominata beata da Papa Francesco il 22 maggio 2022, che il maestro Prisco De Vivo dedica quest’opera, la prima opera con un impianto figurativo contemporaneo, eseguita in Italia: “un retablo composto da tre scomparti dipinti, com’è tipico del genere, che richiamano il suo volto e la sua devozione, inquadrati entro un azzurro luminoso. Cifra stilistica e spazio dell’anima assieme. Amata beatitudine”.
L’artista spiega il perché di questa scelta:
“Nella realizzazione per me c'è stato un vero e proprio stato di grazia, uno stato di grazia, aiutato dalla preghiera, mi ha portato a lavorare sul volto della beata, che emana una dolcezza disarmante, come l'apparizione di quel quadrato che ne contiene il volto, che nasce su una nube; un volto che si uniforma alla grazia della Vergine Maria, alla chiarità del cielo, a quell'oro che porta il Santo Rosario agli occhi di Dio, alla sedia simbolo del miracolo avvenuto per intercessione di Santa Filomena.
La luce sulla tela è il riflesso della luce divina che ha guidato tutta l’esistenza della Beata, ricca di famiglia, ma vissuta in povertà per la sua scelta religiosa. I bagliori di luce simboleggiano l’eternità del messaggio del Vangelo, che guida migliaia di fedeli a privilegiare i valori della fede sulla fatuità dei beni materiali.
“Avevo già realizzato numerose opere che avevano come soggetto storie, volti di mistiche e di santi, eppure Pauline Marie mi chiamava, così come quando con mia moglie decidemmo di prendere casa accanto al Santuario di Santa Filomena in Mugnano del Cardinale. Oggi so che non fu un caso.”
Il culto di Santa Filomena si accresce di fascino e di mistero, ripensando al miracolo operato sulla malattia di Pauline Marie Jaricot che, una volta guarita, ha potuto dedicarsi anima e corpo alle missioni cattoliche sparse per il mondo. Devozione e spiritualità profonda.
Due esempi di fede e dedizione alla causa del cristianesimo, simboli di forza e di coraggio. Santa Filomena è venerata come una martire che ha mantenuto la sua fede fino alla morte, Paolina Jaricot ha dedicato la sua vita alla promozione della fede cattolica e delle missioni.
Due esempi di donne che con i loro valori spirituali hanno colmato il vuoto dell’esistenza imperniata sul denaro e sulla ricchezza: la beata Pauline Marie Jaricot, nata da una ricca famiglia di lavoratori della seta di Lione e Santa Filomena, la bellissima principessa dell’isola di Corfù.
Entrambe con il sorriso e l’umiltà hanno posto la propria esistenza nelle mani di Gesù.
Giuseppe Romano


























